Operai agricoli a tempo indeterminato: quando non spetta l’indennità di disoccupazione?

Con il messaggio n. 3180 del 2017, l’INPS fornisce chiarimenti sulla spettanza della indennità di disoccupazione agli operai agricoli a tempo indeterminato, alla luce della recente giurisprudenza in materia di Naspi e disoccupazione agricola.

Il Ministero del lavoro, con il messaggio n. 3180 dell’1 agosto 2017, fornisce chiarimenti in materia di indennità di disoccupazione in favore degli operai agricoli a tempo indeterminato riguardo il contenzioso amministrativo e giudiziario instaurato da tale categoria di lavoratori per l’ottenimento di indennità di disoccupazione non agricola.L’Istituto chiarisce che un operaio agricolo a tempo indeterminato, licenziato il 31 dicembre a conclusione di una attività lavorativa per la quale risulta copertura contributiva per l’intero anno solare, non ha diritto al riconoscimento dell’indennità di disoccupazione agricola in quanto non residuano nell’anno di competenza giornate indennizzabili. Nel contempo, lo stesso lavoratore non ha diritto all’indennità di disoccupazione non agricola se nel biennio che precede la cessazione del rapporto di lavoro sia stato prevalentemente lavoratore agricolo.

Non si può parimenti applicare la normativa sulla disoccupazione in ambito ASpI e NASpI, nei confronti di un lavoratore che abbia svolto prevalentemente attività agricola nel biennio (in caso di ASpI) o nel quadriennio o negli ultimi dodici mesi (in caso di NASpI), precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

L’INPS precisa infine che, nel caso di un lavoratore agricolo con qualifica di operaio a tempo indeterminato (OTI) che sia stato licenziato il 31 dicembre dell’anno di competenza della prestazione ed abbia svolto attività lavorativa per l’intero anno, non può essere erogata alcuna indennità di disoccupazione agricola in quanto non residuano giornate indennizzabili. Il lavoratore in questione potrebbe accedere all’indennità di disoccupazione NASpI qualora nel quadriennio o negli ultimi dodici mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro possa fare valere contribuzione prevalente nel settore non agricolo.

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